Sunday, November 22, 2009

Sorga



 
Sorga, secondo capitolo del libro è, nella tradizione, il fiume provenzale dove Petrarca passò momenti felici con Laura. come ho scritto parecchio tempo fa in Blanc de ta nuque, malgrado la caduta sia così insistente nella sezione "Sorga" de La distanza immedicata, sorga è anche il congiuntivo presente del verbo "sorgere". In quanto congiuntivo, esso apre una possibilità, una rotta nella corrente, che avvia al medicamento, alla ricomposizione del conflitto.



1


mia cima e nodo blando mio futuro
già stato
non sapere nulla e cominciare tuttavia
insabbiando il corpo in questa melma
che fa grave l’amore e in te lo eterna
diluvio
che sforma laura che la sfalda in tanto vuoto
e nessuna vita d’avanzo nessun cielo
se non questa città tutta tosse e vecchie ragazze
mutilate
il solido fiume e il ponte da dove sbucano
affondando



2

fedele al tuo ordine scosceso
.......................................piovi
sul capo degli insonni
ma non vedi niente
se non piccole febbri e festa se puoi
con l’animale tuo amore tutto schiacciato
nel ventre
in pericolo come acrobazia o mare che batte
solido perché muore



5

tutto nella singola fragranza
l’albero l’alba la chiara d’uovo
anche l’ombra se vuoi anche la buca
sfinita
da dove dico bocca prato dico salva
la via dei canti
salva la notte e il mondo
per natura mobile e culla in fondo e velo
una carezza distesa in ogni più piccola voce
come la foglia che s’invola
ultima nel saluto di novembre e così sull’acqua
il sughero o la fanciulla morta o la bella che nuota
che va
su ogni cosa che resta



6

come da celeste bocca una parola
che s’involi al caglio degli uomini
è il pigolio d’anime in ribalta
quando lei liquida sbraccia
....................................e crespa
tira a sé i suoni / lontra
che s’intuba nel torbido notturno
per ingollare polpa in pace

2 comments:

Giovanni Turra said...

bè, intanto congratulation per la recensione su Poesia di questo mese! ;) Ciao, GTZ

gugl said...

ho visto ora: bellissimo!