Monday, June 11, 2007

Luigi Metropoli


E' uscita ne "La mosca di Milano", diretta da Gabriela Fantato, la recensione alla Distanza di Luigi Metropoli, l'amico Vocativo, il Bobi Bazlen della comunità blogger.


Ne riporto il principio e la fine: "La tensione conoscitiva della Distanza immedicata riveste una materia pulsante. La parola non è velo sovraimpresso alle cose, ma cellula costitutiva della creazione del mondo: ne partecipa intimamente, è «musica/ messa in rima al corpo». Il libro racconta dell'uscita della poesia dal vuoto («poesia era l'enorme/ vuoto» si legge nell'incipit), dal semantico silenzio ante-rem, per muovere i suoi passi nel mondo, nel tentativo di colmare lo iato che la separa dal «beato confine». Come il precedente Come a beato confine (Book Editore, 2003), La distanza immedicata si articola in sette sezioni entro le quali si snoda un percorso per guadagnare quei lidi «dove s'increspa la gioia». [...] Mutante per necessità, adusa a vagare in luoghi interstiziali, la poesia si dà come frammento di voce collettiva che risuona da recessi insondabili, dai margini, per aprirsi all'altro, nel suo atteggiamento interrogante: non è filiazione di un soggetto (qui il superamento di Come a beato confine), ma espressione di un essere singolare-plurale. Poesia-dono, poesia dell'aperto."


grazie!!!

5 comments:

vocativo said...

grazie a te stefano :)

vocativo said...

la foto la scattò lo scorso anno Gianfranco Fabbri alla stazione di Bologna :)

Anonymous said...

ah, bello da sapere.
Ma dimmi: questa è l'unica tua foto in rete?

gugl

vocativo said...

no, stefano, ce ne sono altre 2: una su alcuni numeri di faranews e un'altra sul sito di fara nella sezione giurati di Prosapoetica

golfedombre said...

speravo di avere l'esclusiva :-)))